Andrea Campiello, l’abbonato delle promozioni L'ala-centro dell'UBP: «Ai playoff dobbiamo evitare cali di tensione»

da | Apr 26, 2022 | Home, Squadra Senior Maschile, Unione Basket Padova | 0 commenti

Ferrara, Arzignano, Vicenza e Padova. Quasi tutte le tappe della carriera di Andrea Campiello hanno sempre avuto come comune denominatore il salto di categoria. Dalla DnB alla DnA nel caso di Ferrara, dalla DnC o C Gold alla Serie B nelle seguenti occasioni. Volendo si potrebbe conteggiare anche l’annata 2008/2009 al Gattamelata Albignasego, quando la promozione in A Dilettanti sfumò soltanto in finale playoff. Tra le pieghe di un percorso brillante si insinuano anche stagioni meno sfavillanti in cui però “Camp” ha lasciato il segno dentro e fuori dal campo assurgendo a punto di riferimento della propria squadra, grazie anche quella sua capacità innata di inquadrare le cose sempre sotto la giusta prospettiva.  

Come è stato ritrovarsi a giocare un campionato di vertice con l’UBP dopo un’annata difficile culminata con la retrocessione?

«Anche se è stata negativa a livello di risultati, la passata stagione va considerata positivamente per la crescita evidenziata dai giovani del gruppo. C’erano delle lacune tecniche che non sono state colmate: dopo la partenza di Daniele D’Andrea, un innesto in più avrebbe aiutato a raggiungere almeno i playout. La scorsa estate non abbiamo avuto problemi a ripartire dalla C Gold con gli altri ragazzi del nucleo storico per puntare a ritornare in B, come ci ha chiesto la dirigenza».

Qual è la principale differenza rispetto all’anno scorso?

«Siamo una squadra con un’età media elevata e un gioco più ragionato. Assieme alla carta d’identità, però, gli inserimenti di elementi come Andreani, Benfatto e Maran hanno elevato anche il livello tecnico della squadra, è inutile nascondersi. Non avremo più la verve di un tempo, ma l’esperienza conta. E finora siamo riusciti a sopperire ad acciacchi e infortuni vari con una panchina lunga, formata da giocatori validi». 

L’arrivo di coach Volpato invece cosa ha portato in più?

«Dal punto di vista societario ha comportato un’organizzazione più quadrata e strutturata. Per quanto riguarda la componente tecnica, il gioco è più incentrato sul sistema con ruoli definiti, in antitesi a quanto avviene per altre formazioni di categoria che puntano sulle individualità».  

Che effetto fa scendere in campo con un vecchio compagno di squadra come Benfatto insieme al quale hai riformato la coppia vista all’opera un decennio fa a Ferrara?

«Michele è un uomo squadra e di spogliatoio. È un piacere giocare di nuovo assieme. Abbiamo il vantaggio e la praticità di conoscere già il modo in cui si muove in campo l’uno e l’altro».

Escludendo il “Benfa”, c’è qualcun altro con cui hai instaurato un’intesa sia all’interno che fuori dal rettangolo di gioco?

«Mi trovo bene con tutti, ma l’affinità maggiore l’ho stabilita con Davide Andreaus. In campo condividiamo lo stesso ruolo, dopo esserci sempre scontrati da avversari durante le giovanili. Poi siamo molto in sintonia anche con Eros Chinellato: questo è il nostro quinto anno da compagni di squadra».  

Veniamo a te: hai già segnato oltre 700 punti con l’UBP. Ti senti un’anima storica di questa società?

«Più di 700? Sono tanti! (sorride, ndr). Posso solo dire che è un onore aver contribuito alla crescita dell’Unione Basket Padova accanto a ragazzi cresciuti quasi tutti nel settore giovanile del Petrarca».

A tal proposito, in cosa è migliorata la squadra?

«Siamo migliorati in due fasi della stagione: prima tra novembre e dicembre quando abbiamo iniziato a giocare meglio e poi ultimamente perché abbiamo ripreso un buon ritmo ed espresso appieno il nostro gioco di squadra, tralasciando gli individualismi».

Punto forte e punto debole?

«La nostra forza è quella di essere equilibrati ed essere pericolosi in tutti i ruoli, dal play al centro. Il nostro tallone d’Achille resta ancora la difesa».

Andiamo verso i playoff, come bisognerà affrontare la fase più calda della stagione?

«Occorre mantenere un atteggiamento di totale concentrazione, amalgamato alla consapevolezza della nostra prestanza fisica e tecnica. Se vogliamo arrivare fino in fondo, dovremo evitare cali di tensione, conservare una forma fisica ottimale e soprattutto dosare bene le energie per presentarci freschi all’appuntamento».

(CREDIT FOTO UBP)

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