2015-2020, il primo lustro UBP. Vendraminelli: «Petrarca e Pro Pace ora sono più forti» Il bilancio dei primi cinque anni di Unione e il punto sul campionato di C Gold

da | Gen 8, 2020 | Home, Squadra Senior Maschile, Squadre Junior Maschili, Unione Basket Padova | 0 commenti

Con il 2020 siamo entrati in un nuovo decennio, che coincide con il lustro di vita dell’Unione Basket Padova, nata nel luglio 2015. È l’occasione giusta per fare il punto con il presidente Antonio Vendraminelli sul progetto che racchiude sotto lo stesso tetto due storici club cittadini (Petrarca e Pro Pace), ma anche per gettare uno sguardo in prospettiva, senza trascurare l’attualità con il big match di domenica a Oderzo.

Che bilancio possiamo tracciare di questi primi cinque anni di UBP?

«Se dobbiamo guardare il bicchiere, probabilmente è mezzo pieno: credo che gli aspetti positivi superino quelli negativi. Piano piano abbiamo lavorato per portare la prima squadra al vertice del campionato di C Gold. Abbiamo formazioni competitive con il Petrarca nei campionati d’Eccellenza, mentre la Pro Pace rimane al passo nelle altre competizioni e sta ricostruendo bene con il settore minibasket. Ragazzi come Bovo, Ragagnin e Seck, che la scorsa annata erano nel roster del Guerriero, oggi giocano in realtà importanti. Possiamo ritenerci soddisfatti sia sotto il profilo tecnico che economico, anche se abbiamo ancora molta strada da percorrere. Non siamo ancora perfettamente integrati: permangono delle sensibilità che vanno tenute in debita considerazione, ma che non dovrebbero ostacolare una maggiore unità di intenti».

Che futuro prevede per l’Unione Basket Padova?

«Al termine della stagione ci ritroveremo con le società fondatrici per capire che tipo di progettualità possiamo portare avanti insieme. Mi auguro che la sinergia possa continuare perché l’Unione ha prodotto un plus: 1+1 non ha fatto 2, ma 4. Abbiamo però tutti bisogno di sentirci un po’ più gruppo e di condividere una visione comune. Per quanto riguarda il mio ruolo, sono un presidente pro tempore: l’UBP appartiene a Petrarca e Pro Pace che hanno il diritto di decidere se proseguire o meno con il progetto».

La Virtus Padova è la prima realtà del basket padovano. È d’accordo con questa affermazione?

«Sì, perché i numeri dicono questo. È indiscutibile che in questo momento la Virtus sia la società numero uno a Padova, ma non siamo poi così lontani. La differenza a livello di prime squadre è di una categoria. I settori giovanili sono di pari livello e se consideriamo le sole squadre d’Eccellenza il Petrarca ne ha una in più».

Siamo giunti al giro di boa del campionato di C Gold. Si aspettava il Guerriero in testa?

«Sicuramente occupiamo una posizione un po’ più alta di quella che ci aspettavamo. Ma se siamo primi in classifica, qualche merito lo abbiamo. Non è qualcosa di casuale, ma è la somma del lavoro che abbiamo svolto in questi cinque anni, in cui abbiamo recuperato ragazzi che sembravano aver perso la motivazione e lanciato giovani che esprimono la crescita del settore giovanile. Certo, sono giunti a Padova anche giocatori importanti come Campiello che quest’anno ha cambiato il volto della squadra, ma abbiamo sempre provato a privilegiare il criterio della padovanità nel reclutamento dei nostri atleti»

Della squadra di quest’anno cosa le piace di più?

«Non lo dico per retorica, ma il gruppo è il valore aggiunto. Lo paragono a quello della Pro Pace di qualche anno fa con “Gilu” (Gianluca Germani, ndr), Bersani, Vettore e tutti gli altri che mettevano quel qualcosa in più frutto della voglia di divertirsi e giocare assieme. La caratteristica principale, che accomuna queste squadre, è indubbiamente l’altruismo. Talvolta i ragazzi sono addirittura fin troppo generosi, quando si tratta di spendersi per il bene comune».

Il mercato va considerato un capitolo ormai chiuso per questa sessione invernale?

«Coach Calgaro non è mai contento. Abbiamo un’arma in più che come detto è il gruppo e non vogliamo intaccarne gli equilibri. Tuttavia, se arrivasse una proposta fuori categoria, un elemento capace di fare la differenza come Giovanni Vildera per esempio, saremmo disposti a prenderla in seria considerazione. Aggiungere un giocatore tanto per prenderlo, non ci interessa. Preferiamo far crescere piuttosto i giovani del vivaio restando fedeli alla filosofia della padovanità».    

Domenica a Oderzo è in calendario lo scontro diretto tra le due capolista di C Gold e poi nella prima giornata di ritorno seguirà un’altra trasferta probante a Riese. Due partite toste che potrebbero rappresentare il termometro delle ambizioni UBP.   

«Andiamo a Oderzo consapevoli che sarà durissima, ma siamo sereni. Ce la giocheremo e non ne faremo un dramma qualora dovesse arrivare una sconfitta, oltretutto contro la principale favorita alla promozione in Serie B. Non cambierà quanto fatto finora: ora che abbiamo visto tutte le avversarie del campionato, possiamo affermare che il primo posto è assolutamente meritato».

(foto Rocco Antonio D’Argento)

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