Metodo Guderzo, come cambia la preparazione fisica all’UBP Il prof vicentino: «Ho trovato grandissima disponibilità a lavorare»

da | Ago 29, 2019 | Home, Squadra Senior Maschile, Unione Basket Padova | 0 commenti

L’inserimento di Paolo Guderzo nello staff tecnico dell’Unione Basket Padova è sicuramente una delle novità più significative portate in dote dalla nuova stagione. Vicentino di Montecchio Maggiore, Guderzo è uno dei più noti preparatori fisici italiani nel mondo del basket in virtù del ruolo rivestito per il Settore Squadre Nazionali della Fip e in passato all’interno di importanti società cestistiche del Veneto, ma è una figura conosciuta anche a livello calcistico: l’anno scorso è diventato infatti responsabile dei preparatori della squadra Berretti e del settore giovanile della Lanerossi Vicenza Virtus. In curriculum vanta un’esperienza ventennale, impreziosita da una medaglia d’argento al Mondiale d’Egitto 2017 con la Nazionale Under 19 del ct Andrea Capobianco.

Al Guerriero ha preso il posto di Francesco De Checchi, che salutiamo e ringraziamo per il contributo apportato nel corso delle ultime stagioni. «Sono entrato a far parte del gruppo UBP per tre ragioni», spiega Guderzo, «Anzitutto perché era l’occasione giusta per tornare a lavorare con Giuliano Calgaro, assieme al quale avevamo condiviso un’esperienza in Serie B a Bassano all’inizio degli anni 2000; il progetto serio e ambizioso prospettato dalla società; la volontà di rimettermi in gioco dopo essere stato consulente del Garcia Moreno Arzignano e di confrontarmi con una realtà sportiva diversa della nostra regione».

Lei è anche docente formatore per il Cna (Comitato nazionale allenatori). Su quali aspetti è necessario lavorare per una preparazione fisica ottimale?

«I miei prerequisiti sono indirizzati a individualizzare il più possibile la preparazione, a un metodo di lavoro che si occupi delle caratteristiche fisiche e funzionali di ciascun giocatore. Ormai è finita l’epoca del preparatore che fa correre la squadra. Per quanto possibile cerco di programmare piccole sessioni di lavoro che possano essere svolte individualmente in allenamento».

L’elemento più lampante è che i primi giorni di preparazione fisica sono stati effettuati sulla pista di atletica dello stadio Colbachini. Che sensazioni le hanno suscitato questi primi allenamenti con il Guerriero?

«In questi giorni ho trovato grandissima disponibilità a lavorare, che non è così scontata come si potrebbe pensare quando si tratta di far uscire i giocatori dalla palestra. Per guadagnare tempo, avevo consegnato ai ragazzi una scheda di esercizi da seguire nei 16 giorni precedenti al raduno. Vale sempre il connubio tra parte tecnica e fisica. Credo sia importante che il preparatore mantenga un confronto costante con tecnici e atleti per cercare di costruire insieme e accompagnarli nel loro percorso».

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