Campiello: «Vietato accontentarsi, vogliamo arrivare più in alto possibile» L'ex ala-centro di Vicenza è il valore aggiunto del Guerriero

da | Ott 3, 2019 | Home, Squadra Senior Maschile, Unione Basket Padova | 0 commenti

È stato il colpo di mercato estivo dell’Unione Basket Padova. Serviva qualche altro giocatore d’esperienza, capace di spostare gli equilibri sotto le plance. La società non si è tirata indietro firmando l’ala-centro Andrea Campiello (200 centimetri per 101 chilogrammi). Quasi 32 anni (li compirà il prossimo 30 ottobre), è stato per un lustro la bandiera del Vicenza, giocando nelle ultime quattro stagioni in Serie B assieme al fratello Umberto. Con la maglia dei biancorossi berici ha chiuso tutte le sue annate in doppia cifra (la migliore a 13.3 nel 2017/2018), stabilendo peraltro anche il record di punti segnati in una singola partita nella storia del club (34).

Al di là delle statistiche, Campiello è prima di tutto un ragazzo che si lascia apprezzare per le qualità umane e la sua straordinaria capacità nel calarsi in un contesto di squadra da leader pacato e misurato. Nella vita quotidiana fa l’analista funzionario in ambito informatico per un’azienda di Marano Vicentino e da pochi mesi è diventato papà di Margherita.

«Non è mai facile cambiare società», racconta Campiello, «Tendi ad affezionarti a compagni di squadra, allenatori, dirigenti e tifosi. Qui a Padova ho trovato una squadra composta da giovani e veterani come Andreaus e Chinellato che sono un esempio per tutti. La maggior parte dei ragazzi appartiene al vivaio del Petrarca e sono sicuro che avrà la possibilità di trovare uno spazio adeguato».

Cosa ti ha spinto a scegliere l’UBP?

«Ho fatto delle valutazioni di carattere personale. Sarò sincero, Padova non era la mia prima scelta. Poi, però, sapendo che la squadra sarebbe stata allenata da Giuliano Calgaro, mi sono convinto che l’Unione Basket Padova potesse essere la soluzione ideale. Mi è piaciuta l’idea di scendere di categoria con un progetto nuovo che fosse magari meno impegnativo rispetto a un campionato di Serie B. Come detto, la squadra è giovane e sarà un bel test anche per me che sono alla ricerca di nuovi stimoli».

Nella tua scelta dicevi che ha inciso anche Giuliano Calgaro. Che rapporto hai con il coach? 

«Non ho l’ho mai avuto come allenatore in passato, ma mio fratello Umberto me ne ha sempre parlato molto bene. Dopo questo primo mese di lavoro confermo quanto di buono mi è stato riportato su di lui: è un tecnico che esprime concetti corretti dicendo tutto in maniera diretta».

Ti sei posto obiettivi di squadra e personali?

«I miei obiettivi procedono di pari passo con quelli del gruppo. Vogliamo tutti raggiungere i playoff e, una volta che saremo entrati fra le prime otto, proveremo ad andare il più avanti possibile. Penso sia importante non accontentarsi mai, ma cercare sempre di migliorarsi».

(foto Eleonora Pavan)

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